Agevolazioni fiscali

Agevolazioni fiscali

La normativa vigente in materia fiscale consente attualmente di poter beneficiare di detrazioni ai fini Irpef e agevolazioni IVA al 4% e 10% per opere di ristrutturazione edilizia e costruzione di immobili.

Analizziamo la disciplina vigente, precisando che le informazioni qui  contenute sono da considerarsi puramente indicative, in quanto si tratta di una normativa particolarmente dettagliata e complessa la cui applicabilità necessita una valutazione specifica caso per caso

L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 e consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.

Tuttavia, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2021 è possibile usufruire di una detrazione più elevata (50%) e il limite massimo di spesa è di 96.000 euro. E’ altresì possibile ottenere direttamente uno sconto in fattura del 50%.

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Rientrano tra le spese sostenute quelle relative all’acquisto dei materiali connessi all’opera di ristrutturazione.

Gli interventi possono riguardare sia la singola unità immobiliare sia l’intero edificio condominiale. I requisiti per l’accesso alla detrazione sono differenti.

Per tale ragione consigliamo di approfondire la tematica sul sito dell’Agenzia dell’Entrate. Scarica qui la guida ufficiale (link).

Quali interventi permettono di usufruire del bonus casa?

Per quel che qui interessa, i lavori sulle singole unità immobiliari per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono i seguenti.

  1. Interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia):- manutenzione straordinaria
    – restauro e risanamento conservativo
    – ristrutturazione edilizia.

Gli interventi devono essere effettuati su immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze. Non sono ammessi al beneficio fiscale delle detrazioni gli interventi di manutenzione ordinaria (spettanti solo per i lavori condominiali), a meno che non facciano parte di un intervento più vasto di ristrutturazione.

  1. Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nella precedente lettera A, e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è possibile usufruire dell’aliquota Iva ridotta. A seconda del tipo di intervento, l’agevolazione si applica sulla cessione dei beni utilizzati negli interventi edilizi.

A. Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria

Sui beni l’aliquota agevolata si applica solo se ceduti nell’ambito del contratto di appalto.

Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce beni “di valore significativo”(tra cui, sanitari e rubinetteria da bagni), l’Iva ridotta si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi.

In pratica, l’aliquota del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.

ESEMPIO

a) costo totale dell’intervento: 10.000 euro;

b) costo per la prestazione lavorativa (manodopera): 4.000 euro;

c) costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari): 6.000 euro.

L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi (a – c = 10.000 – 6.000 = 4.000).

Sul valore residuo dei beni (2.000 euro), l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.

B. Lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione

Per tutti gli altri interventi di recupero edilizio, è sempre prevista l’applicazione dell’aliquota Iva del 10% sull’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la realizzazione degli stessi interventi di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, individuate dall’articolo 3, lettere c) e d) del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con Dpr n. 380/2001.

L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera).

L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA:

  • Copia della concessione edilizia
  • Copia dell’atto preliminare (in caso di costruzione per conto terzi)
  • Fotocopia di un documento di identità valido
  • Fotocopia del codice fiscale
  • C.I.A. (Segnalazione Certificata D’Inizio Attività) intestata all’acquirente
  • Autocertificazione IVA 10%

C. Costruzione/ampliamento di abitazione civile non di lusso non avente i requisiti di “prima casa” per l’acquirente

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA

  • Copia della concessione edilizia
  • Copia dell’atto preliminare (in caso di costruzione per conto terzi)
  • Fotocopia di un documento di identità valido
  • Fotocopia del codice fiscale
  • Autocertificazione IVA 10%

Il regime dell’IVA al 4% esplica i suoi effetti nei confronti di tutte le fatture derivanti da contratti di appalto relativi all’esecuzione di opere complessivamente necessarie per la costruzione della prima casa. In tal senso, l’aliquota dell’IVA agevolata al 4% si applica alle spese derivanti dalla realizzazione delle opere murarie, dell’impianto elettrico, dell’impianto di riscaldamento, idrico e così via.

Per accedere all’aliquota agevolata dell’IVA per la realizzazione della prima casa, è necessario che si concretizzino una serie di requisiti soggettivi (relativi al soggetto richiedente le agevolazioni) e oggettivi (ovvero relativi al fabbricato).

Tra i requisiti soggettivi emergono i seguenti: l’acquirente non deve essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare. Inoltre, sempre questa figura non deve essere titolare (neppure per quote) di altra abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa

L’immobile in questione deve essere ubicato nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha la residenza, oppure nel Comune in cui l’acquirente intende trasferirsi entro il termine di 18 mesi dall’acquisto.

Non bisogna in questo senso dimenticare che per poter usufruire delle aliquote ridotte dell’IVA agevolata in edilizia occorre presentare una dichiarazione specifica. Anche l’ampliamento della prima casa sconta l’applicazione dell’aliquota IVA del 4%, a patto però che dopo l’ultimazione dei lavori la parte ampliata non costituisca un’unità immobiliare a sé stante e non comporti la possibilità di attribuire all’immobile risultante caratteristiche di lusso.

Per ciò che riguarda il tema dei beni finiti (ovverosia prodotti per l’impianto idraulico, ovvero sanitari per i bagni, ecc.) il regime dell’agevolazione dell’IVA al 4% si applica quando l’acquisto di tali beni deve essere effettuato direttamente dal committente per la realizzazione della sua prima abitazione, a patto che venga presentata al venditore una dichiarazione attestante che i beni finiti sono impiegati nella costruzione di un immobile avente le caratteristiche di prima casa non di lusso.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA:

  • Copia della concessione edilizia
  • Copia dell’atto preliminare (in caso di costruzione per conto terzi)
  • Fotocopia di un documento di identità valido
  • Fotocopia del codice fiscale

Autocertificazione IVA 4%

Per i disabili, c’è la possibilità di beneficiare dell’aliquota agevolata del 4% per acquistare sanitari, vasche o altri prodotti finiti (seggiolini o sportelli apribili, sedute per wc o per bidet, speciali dispositivi per rubinetti, scaldasalviette o affini, ed altro ancora), che abbiano scopo terapeutico o che garantiscano una maggiore autonomia e gestione al disabile.

CLICCA QUI per scaricare la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (Link).

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA

  • Copia della legge 104
  • Fotocopia di un documento di identità valido
  • Fotocopia del codice fiscale
  • Autocertificazione IVA 4%

IMPORTANTE: le spese detraibili devono essere pagate tramite bonifico bancario o postale da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento

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